Descrizione
Dim: 62 x 82 cm
In questa nuova interpretazione di Marilyn, Dicò torna sul soggetto più iconico e centrale della sua ricerca artistica, dando vita a un’opera che si pone come naturale evoluzione della sua celebre prima Marilyn, considerata una delle immagini fondative del suo percorso.
Quest’opera nasce idealmente come “figlia” di quella prima Marilyn: ne raccoglie l’eredità simbolica e concettuale, sviluppandola attraverso una frammentazione più marcata e una riflessione ancora più profonda sulla materia e sul gesto. Il volto emerge come un’immagine attraversata da tensioni, stratificazioni e segni di trasformazione, sospesa tra presenza e dissoluzione.
La superficie è costruita attraverso un complesso lavoro di cartoncino frammentato, sovrapposto e ricomposto come una mappa visiva fatta di rotture, slittamenti e ricostruzioni. Su questa base, Dicò interviene con plastica bruciata, elemento distintivo del suo linguaggio, che si deposita sulla superficie come una pelle segnata dal fuoco.
Le bruciature non hanno una funzione decorativa, ma diventano gesto concettuale e narrativo: il fuoco incide, trasforma e amplifica l’immagine senza annullarla, restituendo all’icona una nuova intensità emotiva. Marilyn non viene consumata dalla combustione, ma attraversata da essa, emergendo ancora più potente e carica di significato.
Il forte contrasto cromatico tra bianco e nero, interrotto da accenti netti di colore, rafforza la tensione visiva dell’opera e ne accentua il carattere contemporaneo. La frammentazione diventa così parte integrante del racconto: l’icona pop per eccellenza si scompone, ma resta immediatamente riconoscibile, riaffermando la propria forza simbolica.
Con quest’opera, Dicò conferma Marilyn come fulcro della sua poetica, trasformandola in un’immagine viva, vulnerabile e potente al tempo stesso. Un lavoro di grande intensità visiva e concettuale, che segna un nuovo capitolo nella ricerca dell’artista e rafforza il legame tra memoria, materia e gesto.









