Reviews

Enrico Di Nicolantonio, Araba Fenice

ENG

Dr. Giulia Scatamacchia

Enrico Di Nicolantonio’s works get plasticity and sculptural presence through the power of  fire: it is the flame, become an instrument in artist’ hands now docile then disruptive, digs, rips and model slowly into soft waves or streams similar to stalactites the plexiglas plate that surrounds the surface of the works.

Not a transparent and polished covering to use as protection to close them in a glass case to establish a distance with the viewer, but integral and essential part of them are able to attribute vitality and mysterious magnetic force, whose expressive power strikes the observer’s eye inviting him to take part emotionally active.

Fire, his one, which has the power to erode and destroy responding to the mastery of movements now experienced of the artist who know how to shape meekly material, but at the same time show their unespected being in giving off drippings that become darken or transparent introversions able to make each work unique and unrepeatable.

Here it is an artist who limits himself in humbleness and who wants to tell his stories with simplicity and purity, but in whose eyes shines the force of a man determined to enjoy life again.
Enrico Di Nicolantonio found in fire the path to catharsis, a new vital energy that has allowed himself to be reborn and to see the world with different eyes. He rose like the Phoenix from its own ashes, understood how to crash the fire and its destructive force, measuring the intensity and power, as well as he learnt how to recognize and canalize his pain towards a path of purification healing by his creations that become the cure, as a vaccine it was the fire.

His skin shows signs of sagging of incandescent material, such as scars that today are not so much as a warning of physical pain, almost unperceived because anesthetized by the concentration of that moment, but of his tried soul: signs proudly show as warrior’s scars, the same who fought and won his battle.

His Works tell their descent into the abyss of pain and that, from personal it becomes universal influencing the choice of subjects often identified in the narrative of dramatic events. His creativity and experimentation break loose from all restrains such as the choice of objects and materials to be included in the works to complete and enrich the narrative and provide tangible reminders to the reality represented. Works grafted industrial materials, nails, wire and neon, but also of silk, velvet, denim and blood. Dominant colors are black, grays and red perfectly melted and mixed together with plexiglas modeled by fire.

The huge repertoire of his portraits ranging from characters who have made history, important men and women from political, social and cultural landscapes. His painting executions could recall Andy Warhol’s pop style or Burri’s agony. The original composition, really, the mixture of elements and especially the expressive power given by plexiglas sometimes torn, sometimes modeled to emphasize volumes and forms, and sometimes corroded, make the personal work completely original with strongly expressive and never banal results, taking sensitively imaginative charm, nature and intrinsic characteristics of the essence and personality of the subjects represented and making him an artist of great technical depth and, with good reason, international interpreter of artistic Olympus.

ITA

Dott.ssa Giulia Scatamacchia

Creazioni quelle di Enrico di Nicolantonio che acquistano plasticità e presenza scultorea grazie al potere del fuoco: è la fiamma che, divenuta strumento nelle mani dell’artista ora docile ora dirompente, scava, squarcia e modella lentamente in morbide onde o in rivoli simili a stalattiti la lastra di plexiglas che contorna la superficie delle opere.

Non un involucro trasparente e lucido a farsene protezione come a chiuderle in una teca stabilendo una distanza con lo spettatore,  ma parte integrante ed essenziale di esse in grado di attribuirne vitalità e misteriosa forza magnetica, la cui potenza espressiva colpisce l’occhio dell’osservatore invitandolo  ad una  partecipazione emotivamente attiva. Fuoco, il suo, che ha il potere di corrodere e distruggere rispondendo alla padronanza di movimenti ormai esperti dell’artista che conoscono come plasmare docilmente la materia, ma allo stesso tempo manifestano la propria imprevedibilità nello sprigionare colature che imbruniscono o che divengono trasparenti  introversioni in grado di rendere ogni opera unica e irripetibile.

Artista che si contiene nell’umiltà e che ha voglia di raccontarsi con semplicità e purezza, ma nei cui occhi brilla la forza di un uomo determinato a gioire nuovamente della vita.

Enrico Di Nicolantonio ha trovato nel fuoco la via per la catarsi, una nuova vitale energia che ha permesso  a se stesso di rinascere e di guardare il mondo con occhi diversi. Come l’araba fenice è risorto dalle sue ceneri, ha capito come domare il fuoco e la sua forza distruttrice, misurandone l’intensità e la potenza, così come ha imparato a riconoscere e ad incanalare il proprio dolore verso un percorso di purificazione guaritrice attraverso le sue creazioni che ne sono state la cura, come vaccino ne è stato il fuoco.

Pelle la sua che mostra i segni di colature di materia incandescente, quali cicatrici che oggi gli sono da monito non tanto del dolore fisico, quasi non percepito perché anestetizzato dalla concentrazione di quel momento, quanto di quello della sua anima provata: segni mostrati con orgoglio come le cicatrici del guerriero che ha combattuto e ha vinto la sua battaglia.

Opere che raccontano la propria discesa nell’abisso del dolore e che, da personale, diventa universale condizionando la scelta dei soggetti spesso identificati nella narrazione di eventi drammatici. Non c’è freno alla sua creatività ed alla sperimentazione, alla scelta di oggetti e materiali da inserire nelle opere per completare e arricchire la narrazione e offrire richiami concreti e tangibili alla realtà rappresentata. Opere innestate di materiali industriali, chiodi, fil di ferro e neon, ma anche di seta, velluto, jeans e sangue. I colori dominanti sono il nero, i grigi e il rosso perfettamente fusi e impastati insieme al plexiglas modellato dal fuoco.

Vasto il repertorio dei suoi ritratti che spaziano dai personaggi che hanno fatto la storia, a uomini e donne di spicco nel panorama politico, mondano e culturale.  Esecuzioni pittoriche, le sue, che potrebbero far ricordare lo stile pop di Andy Warhol o lo strazio di Burri, invece l’originalità compositiva, la commistione di elementi e soprattutto la forza espressiva data dal plexiglas a volte squarciato, a volte modellato a sottolineare volumi e forme e a volte corroso, rendono l’opera personale del tutto originale con risultati fortemente espressivi e mai banali cogliendo con sensibilità immaginativa vezzi, indoli e caratteristiche intrinseche dell’essenza e della personalità dei soggetti rappresentati e facendo di lui un artista di elevato spessore tecnico ed a buona ragione interprete internazionale dell’olimpo artistico.

Giorgio Palumbi

ENG

Art critic Giorgio Palumbi

In a continuous alteration of vibrations and sensations, Dicò brings to life a new enlightened and fantastic art which spaces seem to be playing with light and to enable the dark to become clear.
Enrico Di Nicolantonio’s constructions, which are born form a desire to visualize the suffering of his own existence, Dicò opened his heart to his rediscovered ability and found new passion vitality. Therefore, the artist was finally stimulated from a new way of facing his own intimate reality.
The artist’s mysterious emotions, enhanced by the innovative materials offering the chance to share the value of his suggestive new constructions to the contemporary art passionate, in an imaginative exclusive itinerary.
In his deeper thoughts, waking up in enflamed resins, during his last representation cycle, leads us to think about our own lived experiences. Dicò creates magnificent works becoming an evaluation of our own emotional moments, existential and spiritual resurrections
Dicò’s nail polish builds, for whom observed his works, the propulsive push do search in ourselves through spectacular realizations executed with an innovative technique.
The artist’s magical materialized compositions appear to capture or imprison figurative images from the past and the present, covering them with fascinating and mysterious expressive power given to the inflamed resins moving around and serving as its borders.
The sophisticated sensations offered by the artist in question, enhance the figurations created to allow the human eye, moving between the swimming resins well formed by the flame, also remains fascinated by the enlightening gems which donate an ulterior precious meaning the author’s thoughts.

ITA

Critico D’arte Giorgio Palumbi

Opere di carattere informale e concettuale, le sue, a dare vita ad un’arte luminosa e fantastica, i cui spazi sembrano voler giocare con la luce e nei quali lo scuro sa divenire chiarore in un’alternanza continua di vibrazioni e sensazioni.

Costruzioni, quelle di Enrico Di Nicolantonio, che scaturiscono dal desiderio di visualizzare la sofferenza della propria esistenza, aprendo il cuore al gesto che ritrova, così, la rinnovata passionalità vitale, sospinta da un nuovo modo di affrontare la propria intima realtà.

Misteriose emozioni, quelle dell’artista, esaltate dai materiali innovativi che offrono agli appassionati di “arte contemporanea” la possibilità di condividere la valenza delle suggestive proprie innovatrici costruzioni in un itinerario immaginativo del tutto esclusivo.

Inconscio, il suo, che risvegliandosi tra le infiammate resine, in specie dell’ultimo ciclo rappresentativo e porta a riflettere sulla propria esperienza vissuta creando magnificenze che divengono atto di verifica del personale momento emozionale, esistenziale e spirituale risorto.

Smalti, quelli di Enrico Di Nicolantonio, che restituiscono, a chi si pone in osservazione dei suoi lavori, la spinta propulsiva per indagare nel proprio sé attraverso realizzazioni spettacolari eseguite con tecnica innovatrice.

Magiche materiche composizioni le sue che appaiono imprigionare o incapsulare figurazioni del passato e del presente ammantandole di affascinante, misteriosa potenza espressiva affidata alle infuocate resine che si movimentano attorno a farsi cornice di esse.

Raffinate sensazioni, quelle proposte dall’artista, che esaltano le figurazioni realizzate tanto che l’occhio, facendosi largo tra le ondulate resine, abilmente ondulate con la fiamma, rimane incantato anche dalla luminosità delle gemme incastonate che donano ulteriore prezioso significato al pensiero dell’autore.

Giorgio Palumbi

ENG

Art critic Giorgio Palumbi about Enrico Di Nicolantonio

He is an “Artist” who comes close to the expressive composition as an autodidact, making lively and passionate plastic constructions that, in a right of all to dare, offer the possibility of going them inside to discover the exsistential meaning.

Informs works, inimitable and unique, his ones, which guard metaphors of life expressed through faces pictorially encapsulated by a precious engaging in representational simplicity wise, to do a contrasting testimony of a misunderstood reality inflamed by an exhaustible, suffered and not accepted pain.

Deformation of materials, the Enrico Di Nicolantonio’s ones, built at the external borders of the support, to become a kind of frame, which are as burning awareness outlining telematic  signs and fascinating colours as aesthetic spaces of unusual and unique painting technique invented by the author.

Flaming works, his ones, which can be taken back to the memory of the suffering and pain recalled from memory to Burri’s burned sacks, but otherwise experienced through an involving dynamic aesthetic expressed by its inner roar, set free from the prisons of a deep sensitivity wound offended values.

Yearning of freedom adventurously driven by an Art that knows how to route a soul eager to burst out from her ego’s torments to a new dimension aimed at rebuilding a vital suits his powerful creations.

Personal imprints, those of his artistic journey that, in becoming framed colourings by resins handled by the fire of his passion for art, know to transmit messages issued from the felt sensations, echoing, a new conception of painting, claiming for itself a singular penetrating expressiveness made by informal furious mergers that swallows the pictorial representations, coated significant materials and strong color intensity, in that deep, dark hole of his soul, staging the chaos of his troubled spirit.

Really, so that Enrico Di Nicolantonio’s visceral achievements, emerging from the depths of the soul, know upsetting and also moving who put himself in front of them to share the tensions, allowing the artist to shine and get noticed also at the international level to participating in the artistic events of great importance from “Oltre Oceano”, gaining considerable recognition in Japan as the success of the embassy of Italy, in the Principality of Monaco, on the occasion of 2013 Republic Day.

ITA

Critico D’arte Giorgio Palumbi

Opere di carattere informale e concettuale, le sue, a dare vita ad un’arte luminosa e fantastica, i cui spazi sembrano voler giocare con la luce e nei quali lo scuro sa divenire chiarore in un’alternanza continua di vibrazioni e sensazioni.

Costruzioni, quelle di Enrico Di Nicolantonio, che scaturiscono dal desiderio di visualizzare la sofferenza della propria esistenza, aprendo il cuore al gesto che ritrova, così, la rinnovata passionalità vitale, sospinta da un nuovo modo di affrontare la propria intima realtà.

Misteriose emozioni, quelle dell’artista, esaltate dai materiali innovativi che offrono agli appassionati di “arte contemporanea” la possibilità di condividere la valenza delle suggestive proprie innovatrici costruzioni in un itinerario immaginativo del tutto esclusivo.

Inconscio, il suo, che risvegliandosi tra le infiammate resine, in specie dell’ultimo ciclo rappresentativo e porta a riflettere sulla propria esperienza vissuta creando magnificenze che divengono atto di verifica del personale momento emozionale, esistenziale e spirituale risorto.

Smalti, quelli di Enrico Di Nicolantonio, che restituiscono, a chi si pone in osservazione dei suoi lavori, la spinta propulsiva per indagare nel proprio sé attraverso realizzazioni spettacolari eseguite con tecnica innovatrice.

Magiche materiche composizioni le sue che appaiono imprigionare o incapsulare figurazioni del passato e del presente ammantandole di affascinante, misteriosa potenza espressiva affidata alle infuocate resine che si movimentano attorno a farsi cornice di esse.

Raffinate sensazioni, quelle proposte dall’artista, che esaltano le figurazioni realizzate tanto che l’occhio, facendosi largo tra le ondulate resine, abilmente ondulate con la fiamma, rimane incantato anche dalla luminosità delle gemme incastonate che donano ulteriore prezioso significato al pensiero dell’autore.

Egidio Maria Eleuteri

If i were fire i’d burn the world

ENG

A painting is often the conclusion of a journey. It is a journey began on the canvas by a creative anxious state, which unconsciously moving between memory, chromatic material, light, vision, message, creates the harmony that is the pictorial story. Narration to put to the judgment of the observer. At the end of the trip, the work, the creative tension subsides, the colors have described their history, the light gives life, the painting is brought to an end.
You have to remember that in the case of Di Nicolantonio the painting is not the trace of the superfluous and the memory of the landscape, but it is the recovery of the memory that the artist depicts in his plastic creations.

Enrico Di Nicolantonio’s cultural research develops in a way that was born from the suffering that engulfed him long ago. It’s just that living in the desert to purify himself and wonder why so many situations, which led him to search for new operational methods, on the shadow of his ideal teacher, Alberto Burri. Burri was released among the last, in 1947, by an American prison camp where there were who didn’t agreed to fight under the command of the allied troops, having joined RSI, ideally, he decided, as doctor he was, to devote himself to art, starting from service total – his world was finished in 1945. So he began using the primordial elements: iron, wood, hemp. It is in this dynamic that Di Nicolantonio’s creativity was born. He, in fact, works on portraits, pictures, memories, making them go through a purifying fire which transforms the contours and shapes a new identity, and then retrieves the memory, magnified by this new cultural conception unearth memories and events. Di Nicolantonio does not want to create the art of the future, but simply by a high-level intellectual technical remindes the public and critic the stories and moments that passed through our lives.

SE FOSSI FOCO LO MONDO BRUCEREI

ITA

Spesso un dipinto è la conclusione di un viaggio. È un cammino iniziato sulla tela dallo stato ansioso creativo, che muovendosi inconsapevolmente tra la memoria, la materia cromatica, la luca, la visione, il messaggio crea quell’armonia che è il racconto pittorico. Narrazione da porre poi al giudizio dell’osservatore. Alla fine del viaggio, dell’opera, la tensione creativa si placa, i colori hanno descritto la loro storia, la luce vivifica, il dipinto ed il quadro si intende finito.

Bisogna ricordare che nel caso di Di Nicolantonio la sua opera pittorica non è la traccia del superfluo e il ricordo del paesaggio, ma è il recupero della memoria che l’artista raffigura nelle sue creazioni plastiche. La ricerca culturale di Enrico di Nicolantonio si sviluppa in un percorso che nasce dalla sofferenza che lo ha travolto tempo fa. È proprio questo vivere nel deserto per purificarsi e per domandarsi il perché di tante situazioni, che lo ha portato alla ricerca di nuove metodologie operative, sull’orma del suo maestro ideale: Alberto Burri. Burri che fu rilasciato tra gli ultimi, nel 1947, da un campo di prigionia americano destinato unicamente a quelli che non avevano accettato di combattere agli ordini delle truppe alleate, avendo aderito idealmente all’RSI, decise, lui medico, di dedicarsi all’arte partendo dall’azzeramento totale – il suo mondo era finito nel 1945. Per cui iniziò ad esprimersi con elementi primordiali: ferro, legno, canapa. E proprio in questa dinamica che nasce la creatività di Di Nicolantonio. Egli, infatti, opera su ritratti, foto, ricordi, facendoli attraversare da un fuoco purificatore che ne trasforma i contorni e plasma una nuova identità, e quindi ne recupera la memoria, magnificata da questa nuova concezione culturale riportando alla luce ricordi e accadimenti. Di Nicolantonio non vuole creare l’arte del futuro, ma semplicemente con una tecnica di alto livello intellettuale riporta all’attenzione del pubblico e della critica ufficiale dei racconti e dei momenti che hanno attraversato la nostra vita.

Dr. Francesca Perillo

The Miracle of Combustion
ENG

Metamorphosis of life and material in Enrico Di Nicolantonio’s works

Knowing Enrico Di Nicolantonio’s artistic career gives the ability to see deeper into his work, decipher the style and understand its meaning. There is no doubt as now – in an age in which art is done with everything – is necessary to tell how images and symbols were born in the creative universe of the artist.
Enrico is at first an art communicator: he constantly travelled between Italy and America, he successfully worked for years in the field of graphic design and also sensitive to the culture and the multiple artistic languages, rediscovered painting by combining his professional knowledge with the experiences of his own life.
Almost without realizing it, Di Nicolantonio plays with informal art identifying in Pop style the key of his own language, through a modern  and contextualized reinterpretation: keeping the beauty as favorite subject – giving us a nostalgic vision of what will never be out of fashion – he stops it into eternal moments, reminding us that love is symptom of action, proposition, act of will, and that the art can become a vehicle of it.
His works, carried out on table with the combination of industrial materials, overlays of materials, combustion and corrosion, are of great expressive intensity. Portraits for the most part, that as true allegories of a world flushed with pure aesthetic dimension, go beyond the idea of the banal glossy glamorous portrait. Going beyond the concept of pure beauty, Enrico chooses not only to bring out the personal identity of the faces that portrays but he wants to let slip, through the intervention of a controlled combustion of the work, an extremely explosive microcosm of sublime emotions and anxieties that belong to his background. Work after work, the artist manipulates material, that bear tangible and experienced things, so that meditation and gesture remember past reality full of pain where started it all. The miracle of combustion, as well as the artist himself likes to define it, is in fact the result of the upsetting awareness of the loss of his emotional and psychological center due to a difficult time in his life. In 2012, Enrico discover, almost by chance, such as anxiety and disorientation become the tools to reinvent himself. Unable to comprehend what was the right choice to go on, found solitude joined the surprising discovery of fire: the artist vividly remembers the moment when, in his study, used the lighter repeatedly, as to mark the suspended time of the moment, in the direction of a plexiglas board held with one hand. Thus, the flame deforming the material and dissolved the artist nerve center of the reflection. “AND HERE THE MIRACLE OF COBUSTION WAS BORN”.
The controlled combustion on works generates a violent contraction of the material that gives a dramatic look to the faces portraits. The action of the fire sets up an aesthetic process that regenerates the work by returning a material magma, thicked in brown scales, alternating with transparent surfaces that rarefied in intimate and emotional dynamic compositions.
It is fire the main element, the author of Enrico’s artistic turning-point. The primordial pre-eminently element is the metaphor of becoming, and for the artist becomes an archetype of purification, regeneration engine. Through the deformation of materials, the artist tries to convey a reality of the image fluctuating between fear and desire, moving between complex aspects of the human condition such as vulnerability, loneliness, negation of the elapsing time. Di Nicolantonio exploring the effects of energy on the matter, acts on that deep dimension that stirs and moves us, l impulses and moods free. On canvas they gain an arcane power of fascination

Il Miracolo della Combustione
ITA

Metamorfosi di vita e materiale nell’opera di Enrico Di Nicolantonio

Conoscere il percorso artistico Di Enrico Di Nicolantonio dà la possibilità di vedere più a fondo la sua opera, decifrarne lo stile e comprenderne il senso. È indubbio come oggi – in un secolo in cui l’arte si fa con tutto – risulti necessario, se non obbligatorio, raccontare come nascono immagini e simboli nell’universo creativo dell’Artista.

Enrico è in primis un comunicatore dell’arte: viaggia costantemente tra l’Italia e l’America, lavora con successo da anni nel settore della grafica e inoltre, sensibile alla cultura e ai molteplici linguaggi espressivi dell’arte, riscopre la pittura coniugando le sue conoscenze professionali con le esperienze del proprio vissuto.

Quasi senza accorgersene, Di Nicolantonio gioca con l’arte informale e individua nello stile Pop la chiave del proprio linguaggio, attraverso una reinterpretazione assolutamente moderna e contestualizzata: mantiene come soggetto favorito la bellezza – restituendoci una nostalgica visione di ciò che non sarà mai fuori moda – bloccandola in attimi eterni, ricordandoci inoltre che l’amore è sintomo d’azione, è proposizione, atto di volontà e che l’arte ne può divenire veicolo.

Le sue opere, realizzate su tavola con la combinazione di materiali industriali, sovrapposizioni materiche, combustioni e corrosioni, appaiono di notevole intensità espressiva. Ritratti per lo più, che come vere allegorie di un mondo congestionato dalla pura dimensione estetica, travalicano l’idea del banale ritratto patinato dal sapore glamour. Andando oltre il concetto di pura bellezza, Enrico non sceglie esclusivamente di far emergere l’identità personale dei volti che ritrae ma vuole lasciar trapelare, attraverso l’intervento di una controllata combustione sull’opera, un microcosmo di sublimi emozioni e di inquietudini estremamente esplosivo che appartengono al suo trascorso.

Di creazione in creazione, l’artista manipola la materia, portatrice del tangibile e del vissuto, così che meditazione e gesto rievochino una realtà passata carica di dolore da cui tutto ebbe inizio. Il miracolo della combustione, così come lo stesso artista ama definirlo, è infatti il risultato della perturbante consapevolezza della perdita del suo centro emotivo e psicologico a causa di un momento difficile della sua vita. Nel corso del 2012, Enrico scopre, quasi fortuitamente, come angoscia e disorientamento diventino gli strumenti per reinventarsi. Incapace di comprendere quale fosse la scelta giusta per proseguire, alla solitudine trovata si unì la sorprendente scoperta del fuoco: l’artista ricorda in maniera vivida il momento in cui, nel suo studio, azionava l’accendino ripetutamente, quasi a scandire il tempo sospeso di quell’attimo, in direzione di una lastra di plexiglass che teneva con una mano. Così, la fiamma deformava la materia sciogliendo il nodo nevralgico della riflessione dell’artista. “E QUI NASCE IL MIRACOLO DELLA COBUSTIONE”

La combustione controllata sull’opera genera una contrazione violenta della materia che dona un aspetto drammatico ai volti ritratti. L’azione del fuoco mette in atto un processo estetico che rigenera l’opera restituendo un magma materico, raddensato in incrostazioni brune, alternate a superfici trasparenti che si rarefanno in composizioni dinamiche intime ed emozionali.

È dunque il fuoco l’elemento protagonista, l’artefice della svolta artistica di Enrico. L’elemento primordiale per eccellenza è metafora del divenire, e per l’artista diviene archetipo di purificazione, motore di rigenerazione. Attraverso la deformazione dei materiali, l’artista prova a trasmettere una realtà dell’immagine che oscilla tra paura e desiderio, movendosi tra aspetti complessi della condizione umana come la vulnerabilità, la solitudine, la negazione del trascorrere del tempo. Di Nicolantonio esplorando gli effetti dell’energia sulla materia, agisce su quella dimensione profonda che ci agita e ci commuove, liberando pulsioni e umori che sulla tela acquistano un arcano potere di fascinazione.

AN UNIVERSAL AESTHETIC - Dott.ssa Francesca Perillo

ENG

An exclusive path: Enrico Di Nicolantonio
Our age is marked, even in artistic field, from the search for expressive communication adapted to the rapidly changing times, and then to a language which, without being eclectic, multifaceted corresponds with reasonable expectations from the many forms of contemporary humanity, even about the means and signs. The aesthetic message of Enrico Di Nicolantonio, artist aware about innovation and capable on interpretation of the problems, is fully part in this theme.

Enrico experienced a long time an ample variety of techniques and solutions and reached original and of great value results, as unrepeatable also for technical level. Not surprisingly, he made a bold and daring synthesis between the plastic and figurative arts, in the framework of an expressive and functional osmosis based on the joint use of acrylic paint, resin and plexiglas, from which a sort of innovative bas-relief, in transparency and discontinuity.

Enrico translated his creative message into high quality compositions, with a particular reference to important figures of social life, and priority regard to the entertainment world; among the latest personal more exciting exhibitions, you can remember those dedicated to Marilyn Monroe on the fiftieth anniversary of his death, with incredible paints in Miami and Rome (the latter, in a successful “joint venture” with the House Chantecler – Capri, creator of artistic jewelry and works made by precious stones, translated into the presentation of “Diva and Jewels” as to emphasize the synergy between two seemingly distant things characterized by important convergence, not only aesthetic).

Nicolantonio does not ignore the philosophical assumption according to that the beauty is what we like, but he does not stop the outward appearance of the artwork, getting involved, more modernly, from its social and psychological significance: that is, in his actresses would be useless to look for beauty an end to itself, even that is a first “background”, however, expressively minority; on the contrary, it is not difficult to find the deep suffering for a different reality from having to be, and if you want, by ethos world, in a kind of subtle despair which is actually a way of redemption, or at least of human progress.

The aesthetic philosophy of beauty, through the filter of experience, becomes, in this perspective, time of the universal. The beautiful is not so much what they like, and as such is not necessarily for everyone, but what inspires meditations on ephemeral meaning of life: Enrico seems to ask himself who they are and where they go his actresses and other characters of this new, revolutionary “plastic paint” with a question that is not only collectively objective, but implies a suffered and committed personal metaphysics.
Here it is an artist who traveled a lot, made important experiences in the sphere of communication and advertising, acquired excellent knowledge of media, first of all, knew the world in its “joyous” joys and in its “veiled in sadness” seasons. That’s why his message speaks to man heart, man found himself in Enrico’s works where there are, in addition to the exclusive character of a new “universal” aesthetic the ideas of a critically mature commitment in the things of life, and at the end, of renewed hopes.

ITA

Un percorso esclusivo: Enrico Di Nicolantonio
La nostra epoca è contraddistinta, anche in campo artistico, dalla ricerca di comunicazioni espressive adeguate a tempi in rapida evoluzione, e quindi ad un linguaggio che, senza essere eclettico, corrisponda in modo ragionevolmente poliedrico alle multiformi attese dell’umanità contemporanea, anche sul piano dei mezzi e dei segni. Il messaggio estetico di Enrico Di Nicolantonio, artista assai consapevole nell’innovazione e di certo capace nell’interpretazione dei problemi, si inquadra compiutamente in questo tema.

Enrico ha sperimentato a lungo un’ampia varietà di tecniche e di soluzioni ed è pervenuto a risultati originali di sicuro valore, in quanto irripetibili anche sul piano tecnico. Non a caso, ha compiuto una coraggiosa ed ardita sintesi fra l’arte plastica e quella figurativa, nel quadro di un’osmosi espressiva e funzionale basata sull’utilizzo congiunto di pittura acrilica, resina e plexiglas, da cui scaturisce una sorta di bassorilievo innovativo, nella trasparenza e nella discontinuità.

Il messaggio creativo di Enrico si è tradotto in composizioni di alto pregio, con un particolare, commosso riferimento ad importanti figure della vita associata, e con riguardo prioritario al mondo dello spettacolo: tra le ultime personali più coinvolgenti, si possono ricordare quelle dedicate a Marilyn Monroe nel cinquantesimo anniversario della scomparsa, con vernici di successo a Miami ed a Roma (quest’ultima, in una fortunata “joint-venture” con la Casa Chantecler – Capri, creatrice di gioielli artistici e lavorazioni di pietre preziose, tradottasi nella presentazione di “Diva and Jewels” quasi a sottolineare la sinergia tra due ecceità solo apparentemente distanti ma caratterizzate da importanti convergenze, non soltanto estetiche).

Di Nicolantonio non ignora l’assunto filosofico secondo cui il bello è ciò che piace, ma non si ferma all’aspetto esteriore dell’opera d’arte, lasciandosi coinvolgere, più modernamente, dal suo significato sociale e psicologico: per dirne una, nelle sue attrici sarebbe inutile cercare la bellezza fine a se stessa, che pur costituisce un primo “background” peraltro espressivamente minoritario; al contrario, non è arduo cogliervi l’intima sofferenza per una realtà tanto diversa dal dover essere, e se si vuole, dal mondo dell’ethos, in una sorta di sottile disperazione che peraltro è arra di riscatto, o quanto meno di progresso umano.

La filosofia estetica della bellezza, attraverso il filtro dell’esperienza, diviene, in questa ottica, momento dell’universale. Il bello, in altri termini, non è tanto quello che piace, ed in quanto tale non necessariamente a tutti, ma ciò che suscita meditazioni non effimere sul senso della vita: Enrico sembra chiedersi chi sono e dove vanno le sue attrici e gli altri protagonisti di questa nuova, rivoluzionaria “pittura plastica” con una domanda che non è solo collettivamente oggettiva, ma sottintende una sofferta ed impegnata metafisica personale.

Si tratta di un artista che ha molto viaggiato, compiuto esperienze importanti nella sfera della comunicazione e della pubblicità, acquistato ottima padronanza dei mezzi, e prima di tutto, conosciuto il mondo nelle sue gioie “giulive” e nelle sue stagioni “velate di mestizia”. Proprio per questo, il suo messaggio parla al cuore dell’uomo che si ritrova nelle opere di Enrico e vi coglie, oltre al carattere esclusivo di una nuova estetica “universale” gli spunti di un impegno criticamente maturo nelle cose della vita, ed alla fine, di rinnovate speranze.