La storia

Dicò

Le sue opere sono ormai nelle collezioni private di esponenti del mondo della cultura, dello spettacolo, della finanza e dello sport, sia italiano che internazionale.

Nasce a Roma nel 1964 e si forma all’Istituto d’Arte di Via Ripetta. Inizia a frequentare studi e laboratori di artisti dove assorbe le più diverse sollecitazioni, dal materico al figurativo, dal geometrico al concettuale, che lo aiutano a elaborare le prime, diversissime tra loro, prove artistiche. Soprattutto è affascinato dalla molteplicità di esperienze e materiali che caratterizzano la scena artistica romana di questo periodo.

Scopre intanto le nuove possibilità della comunicazione pubblicitaria e si dedica con successo alla grafica di prodotto; esperienza questa che si rivelerà preziosissima per le soluzioni estetiche maturate in seguito.

Curioso e poliedrico per natura, sente il bisogno di allargare il panorama degli stimoli e si dirige in America dove va a vivere anche per lunghi periodi. La Pop-Art diventa la sua area di riferimento privilegiata e tutte le innovative suggestioni cromatiche e visuali che assorbe  in questi soggiorni negli States, confluiranno a breve in quello che diverrà poi il suo originale stile creativo.

Tornato a Roma si immerge completamente nella sperimentazione di nuove tecniche e nuovi materiali e arriva così a mettere a punto quella che diventerà, da qui in poi, la sua cifra stilistica identificativa: la combustione del metacrilato.

Una sintesi rigeneratrice che gli permette di dare nuova vita e nuova veste ai miti contemporanei.

Nasce nel 2012 il fortunato incontro con la Galleria Ca’ d’Oro curata da Gloria Porcella e Lamberto Petrecca che intuiscono da subito l’impatto innovativo dell’opera di DICO’. Partecipa alla grande mostra collettiva “Omaggio a Marilyn” organizzata dai due curatori a Roma e a Miami nel 50° anniversario della scomparsa della diva ed espone la sua prima Marilyn realizzata con la nuova tecnica. La mostra, con opere di Andy Warhol, Mimmo Rotella, Pablo Echaurren e altri trenta artisti contemporanei, riscuote un grande successo di pubblico e di critica e lo fa subito apprezzare come uno degli artisti più dirompenti sia in Italia che in America.

La collaborazione con la Ca’ d’Oro prosegue: nel 2013 partecipa ad un’altra grande mostra collettiva “Omaggio a Verdi” nel Bicentenario della nascita del grande compositore. La mostra viene organizzata da Petrecca e Porcella sia all’ Auditorium Conciliazione di Roma e sia nella sede della Galleria Ca’ d’Oro di Miami. DICÒ, unico artista ad esporre in questa collettiva quattro opere, presenta quattro memorabili ritratti su fondo nero contornati dalle combustioni: Giuseppe Verdi, Pavarotti, Maria Callas e Riccardo Muti. Successivamente espone nella mostra “Primi Piani di Roma” nella sede storica della Galleria Ca’ d’Oro di Piazza di Spagna insieme a Sigfrido Oliva e Barbara Bouchet; ed è proprio in questa mostra che cominciano ad apparire le prime opere in cui il soggetto del ritratto non è più solo una persona ma anche una città, un monumento simbolo, comunque  un mito. Dal Colosseo esposto in questa mostra infatti, arriverà in seguito a creare lo sky-line di New York durante la tragedia delle esplosioni delle Torri Gemelle e infine le grandi Torre Eiffel arricchite da neon, tondelli di ferro e altri materiali di risulta.

Viene invitato dall’ Ambasciata Italiana a Montecarlo ad esporre nel Principato per due anni consecutivi in occasione de “Il mese della Cultura” e sue opere saranno successivamente collocate all’interno della Barclays Bank.

Espone al Museo d’Arte Contemporanea Macro di Testaccio, al Museo Crocetti e al Museo d’Arte Contemporanea MDM di Porto Cervo. Nel frattempo il noto conduttore televisivo Teo Mammucari, amico di lunga data e uno dei primi a scommettere sul suo valore, lo introduce a diverse personalità del mondo dei media e dello sport.

Cominciano così a moltiplicarsi i personaggi noti che desiderano avere un proprio ritratto eseguito da DICÒ:  da Renzo Rosso della Diesel a Renato Balestra, da Matteo Marzotto a Keanu Reeves, da Penelope Cruz a Morgan Freeman, da Antonio Banderas a Luisa Ranieri, a Javier Bardem e a tanti altri.

Nella sua vulcanica attività, sempre all’insegna di una continua pulsione dinamica e creativa, DICÒ opera dei veri e propri “blitz”, aprendo  e chiudendo nell’arco di pochi mesi delle innovative  “temporary art gallery” in cui esporre le sue opere: da Via Margutta a Via del Babuino fino a Piazza Montecitorio, riscuotendo ogni volta apprezzamenti trasversali che vanno da alti esponenti istituzionali a gente comune di passaggio, da famosi calciatori a illustri cattedratici.

Sue opere sono ormai nelle collezioni private di esponenti del mondo della cultura, dello spettacolo, della finanza e dello sport, sia italiano che internazionale.

La mostra antologica “COMBUSTIONI”, in programma al Complesso del Vittoriano di Roma a partire dal 7 giugno 2017, riassume il percorso fatto sin qui da DICÒ e ne costituisce al tempo stesso un ulteriore lancio in vista di nuovi appuntamenti espositivi e nuove realizzazioni artistiche.

Dicò-personal-portrait

L'artista

Nome: Dicò

Aka: The Fire Artist

Age: 52

Location: Roma / ITALIA

La Pop-Art diventa la sua area di riferimento privilegiata e tutte le innovative suggestioni cromatiche e visuali che assorbe

in questi soggiorni negli States, confluiranno a breve in quello che diverrà poi il suo originale stile creativo.

Contatti

 Via del Fiume, 10 Roma – Italia

+39 324  9087167

dico.artist@gmail.com

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