Dicò-Joker

The Fire Artist

Il fuoco è il medium attraverso il quale donare nuovamente all’opera d’arte, l’aura perduta per eccesso di riproduzione. Dalla molteplicità all’unicità.

La storia

Dicò si immerge completamente nella sperimentazione di nuove tecniche e nuovi materiali e arriva così a mettere a punto quella che diventerà, da qui in poi, la sua cifra stilistica identificativa: la combustione del metacrilato. Una sintesi rigeneratrice che gli permette di dare nuova vita e nuova veste ai miti contemporanei.

Dicò-ritratto

Una breve intro

Nasce a Roma nel 1964 e si forma all’Istituto d’Arte di Via Ripetta. Inizia a frequentare studi e laboratori di artisti dove assorbe le più diverse sollecitazioni, dal materico al figurativo, dal geometrico al concettuale, che lo aiutano a elaborare le prime, diversissime tra loro, prove artistiche. Soprattutto è affascinato dalla molteplicità di esperienze e materiali che caratterizzano la scena artistica romana di questo periodo.

Esposizioni in corso

La mostra antologica “COMBUSTIONI”, in programma al Complesso del Vittoriano di Roma a partire dal 7 giugno 2017, riassume il percorso fatto sin qui da Dicò e ne costituisce al tempo stesso un ulteriore lancio in vista di nuovi appuntamenti espositivi e nuove realizzazioni artistiche.

Dicono di Dicò

Vittorio Sgarbi (Critico d’arte) : In sostanza, rispettando la concretezza laica e senza compiacimenti di Dicò: brucio perché sono, e non voglio essere come il sistema vorrebbe; ma brucio anche per fare rinascere, dare nuova vita e riscattare la forma bruta dell’ esistente, caricarla di nuove pulsioni interiori, con un senso del vissuto che confida nel fascino del relitto della civiltà industriale (Nouveau Réalisme e “Junk Art”), secondo la più raffinata delle espressioni decorative, capace di presentare l’ l’opera secondo una nuova indole, una nuova anima. A giocare col fuoco, diceva Oscar Wilde, non ci si scotta mai. E’ a non sapere giocare che ci si brucia. Completamente.

Lamberto Petrecca (Curatore d’arte) : Come nei bambini, la purezza dell’assoluto sta dietro, direi dentro, le opere di Dicò. Nella Pop-Art l’unicità del mito diventa serialità. Ma poi in Dicò è la serialità che ridiventa unicità ogni volta. C’è infine nelle opere di Dicò un che di magico e di infantile al tempo stesso. I soggetti delle sue opere sono universalmente noti. Le sue creazioni, grazie alla trasfigurazione operata dalla combustione, sono uniche anche quando il soggetto viene ripetuto. Eppure  quando ci si trova dinanzi a una sua opera, il sentimento che più si impadronisce di noi è uno solo: lo stupore. E si vorrebbe quasi chiedere che ne facesse altre oltre a quelle appena viste. Anche uguali.